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La prima versione di ITIL ha origine nella metà degli anni ‘80 per merito dell’ente governativo britannico CCTA (Central Computer and Telecommunications Agency), l’agenzia con lo scopo di supportare la Pubblica Amministrazione in materia di Information Technology e di telecomunicazioni. Nota inizialmente con il nome di "Government Information Technology Infrastructure Management Methodology" (GITMM), la prima versione era composta di numerosi volumi, molti dei quali corrispondenti a singoli processi delle successive versioni 2 e poi 3. Il progetto fu approvato da CCTA nel 1986 con l’obiettivo di definire un insieme di linee guida in grado di migliorare l’efficienza nell’ICT per la pubblica amministrazione. La prima versione di GITMM fu pubblicata nel 1988 come guida per la pubblica amministrazione (UK) ed era focalizzata sul Service Level Management. Nello stesso anno il lavoro proseguì focalizzato sulla gestione dei costi, della capacità e della disponibilità. E’ nel 1989 che il nome GITMM risulta inadeguato: non si trattava più di un modello e doveva uscire dal mero ambito governativo. Nacque così il nome ITIL e furono pubblicati, sempre nel 1989, i primi libri: Service Level Management, Help Desk (che includeva l’Incident Management), Contingency Planning e Change Management. Il 1990 fu l’anno del Problem Management, Configuration Management e del Cost Management for ICT Services e poi, a seguire, Software Control & Distribution (1991), Availability Management (1992). Le pubblicazioni proseguono sino alla fine degli anni ’90 sino ad arrivare ad un totale di 31 libri. Questa prima versione di ITIL era molto simile, soprattutto negli ambiti di processo Delivery e Support, alla metodologia ISMA (Information Systems Management Architecture) sviluppata da IBM a partire dal 1972 e pubblicata nel 1980. La diffusione della prima versione di ITIL avvenne inizialmente lentamente. Solo all’inizio degli anni ’90 il framework iniziò a diffondersi più rapidamente presso grandi imprese e agenzie governative Europee. Nel 2000 il CCTA fu assorbito dall’Office of Government Commerce (OGC) che decise una significativa revisione di ITIL, la versione 2, che vide la luce a cavallo tra il 2000 (Service Support) ed il 2001 (Service Delivery). Negli anni successivi nuovi titoli si aggiunsero a questi: Application Management (2002), Planning to Implement ICT Service Management (2002), ICT Infrastructure Management (2002), Software Asset Management (2003), Business Perspective: The IS View on Delivering Service to the Business (2004) e il glossario v2 (giugno 2006). Dalla sua nascita nel 2000 ai nostri giorni, la versione 2 è andata progressivamente affermandosi come l’approccio più utilizzato e riconosciuto per l’ICT Service Management nel mondo, ovvero per il miglioramento della qualità nell’erogazione dei Servizi ICT. Tuttavia non tutte le sue parti sono state caratterizzate da ugual successo. I contenuti dei moduli Service Support (che copre i processi di Incident, Change, Problem, Release e Configuration Management e tratta della funzione Service Desk) e Service Delivery (che copre i processi di Service Level, ICT Financial, ICT Service Continuity, Availability e Capacity Management), sono stati di gran lunga i più adottati dalle aziende, in particolare il primo, mentre gli altri non hanno riscontrato un analogo interesse. La diffusione di ITIL v2 si è diversificata anche in base alla geografia: inizialmente nei paesi anglosassoni e del nord Europa e solo recentemente in molte altre nazioni. Mentre il passaggio dalla versione 1 alla versione 2 era dovuto principalmente a ragioni di sintesi, integrazione ed armonizzazione dei contenuti senza di fatto cambiare l’ampiezza degli argomenti trattati ed il loro contenuto (soltanto poche modifiche a processi rimasti inalterati per quasi 20 anni), così non è stato per il passaggio alla nuova versione che ha quasi raddoppiato l’ambito degli argomenti trattati e la numerosità dei processi nei cinque libri che la compongono: Service Strategy, Service Design, Service Transition, Service Operation e Continual Service Improvement. Le ragioni sono questa volta da ricercare in questioni di fondo che l’impostazione della precedente versione non avevano saputo risolvere. Tra questi punti aperti, spiccavano:
ITIL v3 è il frutto del tentativo di rispondere a queste esigenze consolidando in aggiunta i benefici portati dalla versione 2 del framework che, in particolare, ha negli anni dimostrato di saper portare sistematicità, efficienza, qualità ed un più elevato allineamento tra esigenze del business e l’ICT nelle aree di processo di Service Support e Service Delivery. A fianco alla già avvenuta pubblicazione delle parti “core” di ITIL v3 è attesa l’uscita di un elevato numero di pubblicazioni complementari con l’obiettivo di supportare l’adozione del nuovo framework, anche in riferimento a specifici settori. Si tratterà di case studies, quick-wins, guide rapide e/o overview, etc.. |
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